Nicola (1868 – 1914),
Il figlio di Giovanni, subentrato alla direzione della bottega paterna, nonostante sia cresciuto in un ambiente clericale e conservatore, grazie al matrimonio con Maria Baldieri (1870 – 1956) trasteverina, liberale e rivoluzionaria, (sosteneva con fierezza di essere stata da piccola in braccio a Garibaldi) ha una visione chiara del mondo che cambia e della necessità di seguire quel cambiamento.
Il Regno d’Italia porta nella nuova capitale nuovi clienti e nuova ricchezza, ne segue un incremento delle vendite, e con queste cresce il numero dei lavoranti orafi, quando questi arrivano ad essere 15, Nicola con il sostegno di Maria decide di trasferire la Bottega in un laboratorio più grande in via Zanardelli, non troppo distante da Piazza Navona.
Nicola rimane tutta la vita fedele allo spirito di impresa e di novità tanto che la sua ultima decisione, nel 1914, poco prima di morire è quella di aprire un negozio – l’era delle botteghe artigiane che vendevano direttamente è tramontata – in Corso Vittorio Emanuele, sarà suo figlio Gioacchino a curarne la gestione, chiudendo dopo poco il laboratorio di Via Zanardelli.